Come affrontare le paure dei millennials

Conosci la parola millennial, ne hai mai sentito parlare?
Ti sarà più facile capire che ne fanno parte i nati tra i primi anni 80 e la metà degli anni 90. Ad essi è attribuito anche il termine di generazione Y.
Potresti essere interessato a questa categoria perché ne fai parte o perché hai figli o nipoti che sono nati in quegli anni.

Prenderò a riferimento una ricerca mondiale effettuata da UBS (importante banca Svizzera) nel mese di maggio 2020, che ha analizzato le paure dei millennials.

Dall’analisi emerge che più del 70% ha subito conseguenze finanziarie negative a causa della pandemia e ad oggi è preoccupato dalla loro situazione economica precaria.

La ricerca si focalizza su tre principali paure:
Paura 1
Non avere risparmi sufficienti per affrontare un’altra pandemia.

Soluzione
Per chi è all’inizio della propria vita finanziaria consiglio di partire creando una liquidità di scorta, proprio per fronteggiare questi momenti. L’ideale sarebbe accantonare dai 6 ai 12 stipendi come riserva in strumenti che siano liquidabili in ogni momento senza penali. Si può utilizzare a questo fine la formula del piano di accumulo, togliendo delle somme mensilmente.

Paura 2
Dover lavorare per più anni per recuperare le perdite subite dai mercati.

Soluzione
Indubbiamente la pandemia ha fatto crollare le quotazioni dei mercati azionari. Se però guardiamo la situazione attuale a distanza di mesi vediamo che le borse hanno recuperato dai livelli di minimo. La borsa americana è tornata sopra ai livelli pre-crisi come il NASDAQ (borsa dei titoli tecnologici). Il problema è che ci sono stati dei settori che hanno sottoperformato come energia, trasporti, bancario.
Per questo torna fondamentale il concetto della diversificazione sia dal punto di vista dei paesi ma anche settoriale.
Quindi la domanda che dobbiamo porci è: su quale settore sono maggiormente esposto?

Paura 3
Perdere il posto di lavoro.

Soluzione
Indubbiamente la pandemia ha colpito la maggior parte delle aziende con cali dei fatturati particolarmente significativi per alcuni settori. Questo di conseguenza si proietta sul calo degli occupati. Il consiglio che posso dare è quello di aumentare le proprie competenze per essere sempre pronti ad accogliere le opportunità sul mercato del lavoro.
Focus su quelle che sono le soft skills come la capacità di comunicazione, di collaborazione, attitudine al problem solving. Tutte capacità che solo in rarissimi casi fanno già parte oggi dei piani di studio scolastici o universitari.

Ultimo aspetto che mi ha colpito, anche se è un argomento a me molto sentito, è che, nonostante i timori, i millennials tendono comunque ad interessarsi a tematiche ed investimenti che riguardano il bene comune come gli investimenti sostenibili e la filantropia.

Ci sarebbe molto da dire sull’argomento sostenibilità degli investimenti ma rischierei di andare troppo per le lunghe.
Vi prometto che uno dei prossimi articoli lo dedicherò proprio a questo tema.

Alla prossima

Foto di apertura: elaborazione personale

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